Home Cultura Rubrica “Usi, costumi e consuetudini del mondo classico”. Catcalling a Roma

Rubrica “Usi, costumi e consuetudini del mondo classico”. Catcalling a Roma

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Un provvedimento emanato da un pretore urbano intorno al 200 a.C. allarma sulla minaccia catcalling!

Si tratta di un editto contro coloro i quali per strada seguono, importunano, molestano, scocciano le matrone ed infastidiscono, seccano, disturbano i ragazzi di nascita libera. Si arguisce che i ragazzi così come le donne fossero ghiotta occasione oltre che mero oggetto di corteggiamenti stradali!

Insistenza eccessiva, invadenza ed intromissione continua e pressante nell’altrui sfera di quiete e libertà. Atteggiamenti che, evidentemente, si reputava di dover frenare, inibire e scoraggiare. Le avance stradali, punite dal severo pretore, erano di tre tipologie: il primo tipo prevedeva il seguire la donna o il ragazzo “silenziosamente e con insistenza”; il secondo tipo consisteva nel defalcare la scorta, emblema di status sociale e dignità; il terzo si fondava sull’usare paroline melliflue, svenevoli, leziose, profundendosi in complimenti, lusinghe, elogi, proposte ed inviti, supposti come non rifiutabili.

Apprezzamenti più o meno volgari, fischi, gesti o versi, battute a sfondo sessuale ipotizzati come graditi.

Ciò rivela una scarsa stima della donna,  per lo più assimilata a oggetto di desiderio? Ciò la degrada? Innocui “Pappagalli stradali” o molestatori da perseguire penalmente?

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